Dal 31 dicembre 2024, con il correttivo al Codice (D.Lgs. 209/2024), le gare per servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore a 140.000 euro hanno regole economiche proprie. Il 65% dell'importo a base di gara è un prezzo fisso. Solo il restante 35% può essere ribassato. Il punteggio economico non può superare 30 punti e si calcola con una formula fissata dalla legge: l'art. 2-bis dell'Allegato I.13.

Chi partecipa a queste gare deve capire bene come funziona quella formula. Cambia il modo in cui conviene costruire l'offerta.

La formula

L'art. 2-bis distingue due casi in base al ribasso medio di tutte le offerte (Rmed):

X è il punteggio economico massimo (al più 30). α è un coefficiente scelto dalla stazione appaltante tra 0,1 e 0,3.

Cosa significa in numeri

Ipotizziamo X = 30. La tabella mostra il punteggio economico in funzione del rapporto tra il proprio ribasso e il ribasso medio.

Ribasso offerto rispetto alla mediaα = 0,1α = 0,2α = 0,3
10% della media23,8318,9315,04
25% della media26,1222,7419,79
50% della media27,9926,1224,37
75% della media29,1528,3227,52
90% della media29,6929,3729,07
pari o sopra la media30,0030,0030,00

Tre conseguenze pratiche.

1. Oltre la media il ribasso non porta punti. Chi offre il doppio della media prende gli stessi 30 punti di chi offre esattamente la media. Il ribasso aggiuntivo riduce solo il margine.

2. Sotto la media si perde poco. Con α = 0,1, offrire metà del ribasso medio costa circa 2 punti su 30. Con α = 0,3 ne costa meno di 6. Un solo criterio tecnico vale spesso di più.

3. Il ribasso nullo è l'unico vero precipizio. Con Ri = 0 il punteggio economico è zero. Anche un ribasso minimo recupera buona parte dei punti.

La gara quindi si decide quasi sempre sull'offerta tecnica. La differenza economica tra i concorrenti si riduce a pochi punti, mentre la differenza tecnica può valerne decine.

La strategia sul ribasso

L'obiettivo razionale è collocarsi appena sopra la media. Il problema è che la media non si conosce prima dell'apertura delle buste, e comprende anche il proprio ribasso. Offrire un ribasso alto sposta in su la media e fa scendere il punteggio degli altri concorrenti che restano sotto. L'effetto però è modesto, e va pesato contro la riduzione del compenso.

Tieni conto anche della base di calcolo. Il ribasso si applica solo al 35% ribassabile. Un ribasso del 20% su quella quota riduce il corrispettivo complessivo del 7%.

Ribassi molto alti: il rischio anomalia

Sulla quota del 35% la legge non fissa un tetto al ribasso. Restano però le regole sulla verifica di congruità. La giurisprudenza del 2025 e del 2026 non esclude in automatico i ribassi elevati, fino al 100% della quota ribassabile. Chiede però che il concorrente dimostri, con elementi concreti, che quei costi non finiscono a carico della quota fissa del 65%. Esempi opposti: il TAR Lazio (sent. 5405/2026) ha ritenuto legittimo un ribasso integrale sulla quota del 35%. Il TAR Campania (sent. 3911/2026) ha confermato un'esclusione per anomalia, perché le giustificazioni non documentavano i costi azzerati.

Con una formula che non premia il ribasso oltre la media, un ribasso estremo aggiunge rischio di esclusione senza aggiungere punti.

Cosa verificare nel disciplinare

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Fonti

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la lettura del disciplinare di gara né una consulenza sul caso specifico.

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